Enter the void

Oscar è uno spacciatore di Tokyo che molto presto si troverà a dover fronteggiare il suo destino, nonostante la promessa alla sorella da poco ritrovata che niente e nessuno li potrà più dividere.

A parte l’aspetto tecnico delle riprese che mai avevo visto così estreme per tempi così prolungati, a parte la sonorizzazione, a parte passato, presente e futuro che si intrecciano maestosamente in una rappresentazione sull’orlo del capolavoro (pur se con qualche abuso), Gaspar Noè realizza un film duro, schiacciante, di quelli che sai subito avrai qualcosa da temere.

Ma in conclusione anche un film che dà consapevolezza e fa crescere. Un ritorno alla vita e, paradossalmente, con una piega anche piuttosto ottimistica, pur se con tutti i difficili rovesci della medaglia.

Se mi è concesso, un capolavoro dal sapore Heideggeriano. “Enter the void: e si torna più nel vivo del vivo”.

About funkoolow

Il sottoscritto nasce nel '77, dall'altra parte del mondo. Dopo un utilissima laurea in filosofia con tesi sul diritto d'autore in epoca digitale, partorita grazie al supporto di un docente d'italianistica particolarmente illuminato, finisce a lavorare come grafico, programmatore e stampatore clandestino in una piccola azienda di paese, oltre a figurare come collaboratore di LUG locale e pseudo fondatore di una webradio già naufragata. Il suo vero obiettivo finale resta rompersi talmente tanto le palle di tutto il casino che gli si è creato intorno da essere costretto a tornare nei natii loci e ricominciare faticosamente tutto da capo - e fortunatamente sembra che in questo senso, i tempi stiano subendo una drammatica accelerazione.