Il grande racket

“A STRONZA, ma che volevi fà? nun lo vedi che sò immortale?…”

Un film che va definito per quello che è: ESTREMO. Estremo nella violenza, estremo nelle reazioni, nelle azioni e nei modi. Estremo anche il suo valore, estremamente oltre le aspettative: non che io reputi a prescindere Tarantino quel guru che tutti dicono sia (benchè reputi molti dei suoi film, non ultimo “Inglorious Basterds” di altissimo livello) ma nel vedere in Castellari un grande maestro ha avuto senz’altro una delle sue più grandi intuizioni.

Una pellicola schietta, come un secchio de carbonara condita co pancetta a grappoli e servita in piatti de plastica. E se non ve piace, non ve resta che ppiavvelanderculo.

condividi questo articolo
Share on Google+
Google+
Share on Reddit
Reddit
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

About funkoolow

Il sottoscritto nasce nel '77, dall'altra parte del mondo. Dopo un utilissima laurea in filosofia con tesi sul diritto d'autore in epoca digitale, partorita grazie al supporto di un docente d'italianistica particolarmente illuminato, finisce a lavorare come grafico, programmatore e stampatore clandestino in una piccola azienda di paese, oltre a figurare come collaboratore di LUG locale e pseudo fondatore di una webradio già naufragata. Il suo vero obiettivo finale resta rompersi talmente tanto le palle di tutto il casino che gli si è creato intorno da essere costretto a tornare nei natii loci e ricominciare faticosamente tutto da capo - e fortunatamente sembra che in questo senso, i tempi stiano subendo una drammatica accelerazione.