perchè sognare il conad

Sviluppi onirici di banali ed insignificanti episodi accaduti in quel del supermercato il giorno appena passato, mi fanno trascorrere la giornata cercando di ricordare non tanto l’improbabile eventuale significato (se mai potesse esistere) quanto lo stesso sogno sognato. Invece come al solito, passata quella fatidica manciata di minuti trascorsi a ripetere “questo non lo voglio scordare”, non resta altro che un vago sapore della storia, resa più amara dalla dura consapevolezza di come in realtà stiano le cose, al di là delle possibili deliranti divagazioni notturne che il cervello si diverte a costruire per cercare di dare un senso ad eventi evidentemente troppo duri da accettare, tollerare, spiegare.

Per non rischiare, su consiglio del mio nuovo idolo, annatevene comunque affanculo.

condividi questo articolo
Share on Google+
Google+
Share on Reddit
Reddit
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

About funkoolow

Il sottoscritto nasce nel '77, dall'altra parte del mondo. Dopo un utilissima laurea in filosofia con tesi sul diritto d'autore in epoca digitale, partorita grazie al supporto di un docente d'italianistica particolarmente illuminato, finisce a lavorare come grafico, programmatore e stampatore clandestino in una piccola azienda di paese, oltre a figurare come collaboratore di LUG locale e pseudo fondatore di una webradio già naufragata. Il suo vero obiettivo finale resta rompersi talmente tanto le palle di tutto il casino che gli si è creato intorno da essere costretto a tornare nei natii loci e ricominciare faticosamente tutto da capo - e fortunatamente sembra che in questo senso, i tempi stiano subendo una drammatica accelerazione.